Serchain, la casa virtuale dei veicoli

Chain

Mi rifaccio a questo articolo:
https://www.economyup.it/blog/la-sharing-economy-ha-fallito-la-blockchain-puo-salvarla/
per rappresentarvi, come di consueto un possibile scenario.

Ma iniziamo con un maleducato taglio del testo per evidenziare gli aspetti che più ci interessano.

Marco Ottolini immagina una piattaforma distribuita dove i possessori di appartamenti possono pubblicare il proprio annuncio di affitto/vendita.

Per esempio, potrebbe presto esistere una nuova entità, probabilmente sostenuta al lancio da una ICO, che metta a disposizione un sistema, basato su Blockchain, del tutto analogo, in termini di funzionalità, ad AirBnb. Chi volesse affittare la propria casa dovrebbe registrarsi e poi inserire i dati dell’alloggio e le foto. Per semplicità diciamo che sarebbero generati due Smart Contract nella Blockchain, uno relativo alla persona e l’altro all’alloggio, in relazione tra di loro. La prima differenza è che i dati non sarebbero mantenuti in un database centrale ma sarebbero “distribuiti” nella Blockchain e sarebbero di proprietà di chi li ha inseriti.

Quando un utente deciderà di affittare l’appartamento non dovrà far altro che prenotare inviando i soldi allo Smart Contract che rappresenta l’alloggio. Questo modificherà il suo stato e impedirà che altri possano prenotare per lo stesso periodo.

Vengono affrontati quindi i vantaggi di questa piattaforma (dApp):

I vantaggi, oltre che in termini di costi e di proprietà dei dati, si hanno dal disaccoppiamento tra chi distribuisce e chi eroga il servizio. Tornando all’esempio di AirBnb, in questo momento se un proprietario vuole distribuire il proprio appartamento su più piattaforme deve registrarsi più volte, copiare più volte descrizioni e foto e soprattutto gestire eventuali doppie prenotazioni. Ipotizzando invece di impiegare una dApp (app decentralizzata, che per funzionare non hanno necessità di un soggetto che le amministri e le gestisca), il proprietario farebbe un’unica registrazione e sarebbero poi AirBnb, Tripadvisor e gli altri ad accedere ai suoi dati, impedendo intrinsecamente doppie prenotazioni.

Arriviamo quindi al nostro scenario e sostituiamo l’appartamento con un veicolo.

Mario vuole vendere la sua auto, sa bene che l’80% delle persone, cercano e trovano il loro veicolo ideale attraverso le varie piattaforme di vendita (Autoscout, Subito.it, ecc.).
Potrebbe registrare il suo annuncio su tutte le piattaforme oppure potrebbe utilizzare una dApp gratuita messa a disposizione da Serchain.

Mario ha capito che, con questa dApp, avrà sempre il pieno controllo dei dati, suoi e del veicolo, ma che potrà, in ogni momento sospendere o riattivare l’annuncio.

Ha anche scoperto che il proprio meccanico è in grado di applicare, al suo veicolo virtuale, tutte le certificazioni dei controlli effettuati, compresi gli interventi di manutenzione programmata.

Anche la sua agenzia Sportello Telematico dell’Automobilista è in grado di certificare l’effettiva normativa EURO del suo veicolo e una volta trovato l’acquirente potrà creare uno smart contract (atto di vendita), valido a tutti gli effetti.

Quindi chi svilupperà questa piattaforma avrà un reale vantaggio?
Se vogliamo credere che “il dato” perderà gradualmente la sua capacità di generare valore in quanto tornerà nel pieno controllo del proprietario, l’unico modo per guadagnare sarà attraverso il controllo della piattaforma che veicola questi dati.
O almeno bisogna essere tra i primi a sperimentare per comprenderne le reali potenzialità.

E secondo te quanto sarà importante sviluppare, per primi, questa piattaforma?

Smart Contracts al posto degli atti di vendita?

Com’è mia consuetudine voglio rappresentarvi un possibile scenario:

Mario si è recato in uno STA per effettuare il passaggio di proprietà della propria auto, ha consegnato la Carta di circolazione e, dopo pochi minuti, è tornato a casa con uno smart-contract.
Il titolare dello STA gli ha spiegato che quel contratto digitale è in grado di entrare in esecuzione e fare rispettare le proprie clausole senza alcun intervento esterno.

Mario invia il contratto per Email alla persona che ha visionato l’auto solo qualche ora prima e adesso attende fiducioso l’esito della procedura.

Luigi (l’acquirente) ha ricevuto il contratto sulla propria Email, lo visiona rapidamente dal proprio smartphone e lo acquista tramite PayPal.
Dopo pochi minuti riceve una Email dal Ministero dei Trasporti che gli conferma che il CED è stato aggiornato e ora l’auto è di sua proprietà.
Luigi si reca in uno STA che gli stampa, a vista, la nuova Carta di circolazione con la quale ritirerà il suo nuovo acquisto.

Cos’è successo? Mario sarà stato pagato? Luigi avrà pagato le imposte legate al suo acquisto?

A differenza di un contratto tradizionale, uno smart-contract è scritto in un linguaggio eseguibile da un computer.
Il titolare dello STA ha personalizzato il contratto certificando la volontà di Mario di vendere la propria auto, indicando il prezzo di vendita e il conto di accredito.
A questo punto il contratto è pronto per essere attivato dai dati anagrafici dell’acquirente e da uno strumento di pagamento.

Lo smart-contract, attivato da Luigi, ha eseguito le seguenti attività:

  • Ho pagato il prezzo di vendita a Luigi
  • Ha pagato le tasse sul passaggio di proprietà
  • Ha trasmesso i dati dell’acquirente al CED del Ministero dei Trasporti

Questo scenario si basa sull’utilizzo della tecnologia blockchain e presenta i seguenti vantaggi.

  • La volontà di Mario, di vendere l’auto, è certificata digitalmente dallo STA
  • Il pagamento e la trascrizione avvengono simultaneamente (o non avvengono)
  • Non è necessario depositare il contratto in archivi pubblici
  • Anche l’acquirente viene identificato dallo STA

Naturalmente c’è chi non crede che questo scenario avverrà mai:
BLOCKCHAIN, OPPORTUNITÀ E UNA DOMANDA SENZA RISPOSTA
http://www.notartel.it/opencms/notartel/contenuti/news/blockchain-300517.html
«In Italia i registri sono una realtà “gioiello” – ha chiarito Michele Nastri nel corso dell’intervento che ha concluso la prima tavola rotonda – Noi notai garantiamo la certezza: la blockchain può essere un complemento, un supporto che in nessun modo può sostituire pubblici registri che già funzionano efficacemente. Il rischio, altrimenti, è semplicemente di ridurre le garanzie».

Qui invece un’articolo sugli smart-contract:
Smart Contracts, la vera rivoluzione della blockchain
https://www.icbpi.it/smart-contracts-la-vera-rivoluzione-della-blockchain/