Conosciamo tutti la famosa favola di Esopo dell’oca dalle uova d’oro.
Un contadino aveva un’oca che deponeva uova d’oro. Di tanto in tanto l’oca deponeva un uovo d’oro, permettendo al contadino di vivere una vita molto lussuosa.
I guai iniziarono quando il contadino si fece avido. L’oca deponeva uova d’oro, certo, ma non abbastanza velocemente da pagare lo stile di vita sempre più sfarzoso del contadino.
Così il contadino decise che, invece di aspettare come uno sciocco che l’oca deponesse il suo prossimo uovo, le avrebbe aperto lo stomaco e avrebbe preso tutte le uova in una volta sola.
Così aprì l’oca, ma con suo orrore scoprì che non c’erano uova. Inoltre, così facendo, aveva appena ucciso l’oca dalle uova d’oro. Niente più oro per lui!
Perché le aziende rinunciano a ciò che le rende speciali? Perché le aziende uccidono le loro oche dalle uova d’oro? Perché sono così brave a sostituire i leader visionari?
L’errore che hanno commesso i dirigenti della holding è stato di sottovalutare l’ostilità che il loro approccio illuminato avrebbe suscitato nei colleghi. Ingenuamente, presumevano che una volta viste le loro idee in azione e constatato il loro successo, si sarebbero convertiti e avrebbero iniziato a seguirli.
I dirigenti di UNASCA hanno sbagliato! ma si sono comportati in modo perfettamente razionale. Hanno rubato l’uvo d’oro (il PagoPA), lo hanno fatto a pezzi e distribuito a soggetti estranei al nostro mondo (se non in concorrenza).
Per nostra fortuna, al contrario della favola, l’oca dalle uova d’oro NON è morta. E’ ferita? SI, ma tra poco si rimetterà ad arricchire i propri soci.
Il PagoPA è solo l’ultimo uovo d’oro. Le persone, quelle si che sono la vera oca dalle uova d’oro.